Asha Sharma e il reset di Xbox: esiste ancora un futuro per il gaming di Microsoft?

Da febbraio 2026 Xbox è nelle mani di Asha Sharma, arrivata dopo il ritiro di Phil Spencer. In otto mesi ha cambiato quasi tutto: prezzi di Game Pass più bassi, esclusive che tornano, 3.200 posti di lavoro tagliati e diversi studi ceduti o a un passo dalla chiusura. Il motivo sta nei conti: nell'ultimo anno fiscale i ricavi gaming di Microsoft sono scesi del 7%, a 21,8 miliardi di dollari, e oggi Xbox vale appena il 6,6% del gruppo. Sul tavolo resta la domanda più grande, cioè che fine farà l'hardware: Project Helix, secondo le indiscrezioni, non arriverà prima della fine del 2028.
Fonti: Xbox Wire · Fortune · Game World Observer
Un settore in crisi
Nel mondo dei videogiochi si respira aria di crisi, e non è solo una sensazione. Per molti è la più grave dagli anni Ottanta: gli studi chiudono, i progetti spariscono e i "reset" come quello di Microsoft con Xbox prendono sempre più piede.
Qualche numero, giusto per inquadrare la situazione: dal 2022 al 2025 l'industria ha perso circa 44.000 posti di lavoro, con il picco nel 2024. E il 2026 non sta andando meglio: Epic ha lasciato a casa più di mille persone, Ubisoft ha chiuso studi e cancellato il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, Bungie ha tagliato dopo la fine dello sviluppo di Destiny 2. L'ultima notizia è del 21 ottobre: EA ha chiuso BioWare, lo studio di Mass Effect e Dragon Age, a due mesi dalla vendita al fondo saudita PIF, un'operazione da 55 miliardi di dollari che le ha lasciato sulle spalle circa 18 miliardi di debito.
Come se non bastasse, c'è la crisi della memoria. I data center per l'intelligenza artificiale si stanno prendendo tutta la RAM disponibile e a fine 2025 i prezzi sono quadruplicati in un paio di mesi. Secondo Micron, uno dei maggiori produttori di memorie, si tornerà a respirare solo nel 2028. Non pochi problemi per chi produce console da gaming.
È in questo clima che Asha Sharma sta portando avanti il suo grande reset, comunicato -passo dopo passo- con articoli roboanti sul sito dedicato ai rapporti con la community. Sempre che una community Xbox esista ancora.
Come ci è arrivata Xbox
Xbox non è nuova alle crisi. In venticinque anni ha vissuto un solo periodo d'oro, con Xbox 360, e uno scivolone clamoroso con il lancio di Xbox One e l'inizio di una lunga rincorsa a PlayStation, per recuperare il terreno regalato all'avversario. Dal 2014, la strategia è diventata un'altra: meno hardware, più software. Prima il Game Pass, il "Netflix dei videogiochi", poi gli acquisti di Bethesda e Activision Blizzard, quasi 77 miliardi di dollari in tutto, per riempirlo.
Negli ultimi anni, però, la rotta ha cominciato a cambiare di continuo: i giochi Xbox portati su PlayStation; una campagna, "This Is an Xbox", che diceva che qualsiasi schermo poteva essere una Xbox, e chiusa nel meno di un anno; e il Game Pass, dal principio economicamente insostenibile, che è stato rincarato del 50% in un colpo solo. Chi voleva entrare nell'ecosistema Xbox, a quel punto, faceva fatica a capire cosa stesse comprando.
Chi è Asha Sharma
Il 20 febbraio 2026 Microsoft ha annunciato il ritiro di Phil Spencer, dopo 38 anni in azienda e più di dieci alla guida di Xbox. Al suo posto è arrivata Asha Sharma, una scelta che ha sorpreso un po' tutti: la favorita, per molti, era Sarah Bond, presidente di Xbox, che lo stesso giorno ha lasciato l'azienda.
Sharma ha 37 anni e una carriera passata tra Meta, Instacart e la stessa Microsoft, alla guida della divisione di intelligenza artificiale. Di videogiochi, invece, nessuna esperienza, e i giocatori se ne sono accorti subito: nei primi giorni il suo profilo Xbox è stato passato al setaccio, tra sospetti e ironie, finché lei stessa ha dovuto spiegare che "fingere di essere una grande giocatrice sarebbe una pessima idea".
Una manager che arriva dall'intelligenza artificiale e non dai videogiochi, in un'azienda che negli ultimi anni ha parlato più di IA che di giochi: l'accoglienza non è stata delle migliori. Lei ha risposto promettendo di "tornare a impegnarsi per i fan e i giocatori storici di Xbox" e prendendo le distanze da quella che ha chiamato "IA senz'anima". Belle parole, ma alla fine contano le decisioni. E di decisioni, in questi mesi, ne ha prese parecchie.
Le decisioni di Asha Sharma
- 20 febbraio 2026Nominata CEO di Microsoft Gaming al posto di Phil Spencer. Sarah Bond lascia, Matt Booty diventa Chief Content Officer.
- 5 marzoConferma Project Helix, la prossima console: "giocherà i tuoi giochi Xbox e PC". Alla GDC, il 12 marzo, Microsoft annuncia i primi kit per gli sviluppatori nel 2027.
- 21 aprileGame Pass più economico: Ultimate da 29,99 a 22,99 dollari, PC Game Pass da 16,49 a 13,99. I nuovi Call of Duty arriveranno sul servizio circa un anno dopo l'uscita.
- 23 aprileMicrosoft Gaming torna a chiamarsi semplicemente "Xbox". Nei primi mesi vengono fermati anche Copilot per il gaming e la campagna "This Is an Xbox".
- MaggioNuova dirigenza: l'analista Matthew Ball diventa Chief Strategy Officer, Scott Van Vliet Chief Technology Officer.
- 7 giugnoGears of War: E-Day e Clockwork Revolution saranno i primi titoli, a distanza di anni, ad essere esclusive totali Xbox: niente arrivo su console della concorrenza.
- 10 giugnoMemo "Next 100 Days: Xbox Reset": oltre 20 miliardi spesi in cinque anni, ricavi annuali scesi di quasi mezzo miliardo. Promessa: un'esclusiva di punta ogni anno.
- 6 luglioIl taglio più grande della storia di Xbox: 3.200 posti (circa il 20%), 1.600 subito. le software house Double Fine e Compulsion diventano indipendenti, Undead Labs e Ninja Theory dovrebbero passare a nuovi proprietari, Arkane Lyon entra in consultazione. Helen Chiang diventa la prima COO di Xbox.
- Fine luglioBilancio dell'anno fiscale: ricavi gaming in calo del 7% a 21,8 miliardi, hardware −29%.
- 10 settembreXbox diventa editore di PHYSINT, il nuovo gioco di Hideo Kojima abbandonato da PlayStation.
- 22 settembreAltri 268 licenziamenti. Halo Studio, Rare e World's Edge passano ad Activision; Obsidian a Bethesda; Turn 10 si fonde con Playground. Ninja Theory, senza acquirenti, va verso la chiusura.
- 30 settembreAl New York Times: "Xbox non è in vendita".
- OttobreIn un incontro interno: Xbox è "uscita dal punto più basso", il sentiment verso il marchio è cresciuto del 30% e per la prossima generazione si parla di "una famiglia di dispositivi".
- Fine ottobreHelen Chiang lascia Microsoft, appena tre mesi dopo la nomina a COO.
- Novembre 2026Arkane Lyon, al lavoro su Marvel's Blade, cerca un acquirente per evitare la chiusura.
E mentre i tagli andavano avanti, Sharma ha continuato a cambiare le persone al suo fianco. L'ultima ad andarsene è stata Helen Chiang: 21 anni in Microsoft, metà dei quali passati a guidare Minecraft, nominata a luglio prima Chief Operating Officer nella storia di Xbox e uscita dopo appena tre mesi, senza una spiegazione ufficiale. Non proprio un bel clima.
Xbox in numeri
Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna guardare i conti. Questi sono i ricavi di Microsoft e quelli della divisione gaming, che chiameremo per semplificazione "Xbox" nella tabella sottostante negli ultimi dieci anni fiscali.
| Anno fiscale | Microsoft | Xbox | Quota gaming |
|---|---|---|---|
| 2017 | 96,57 | 9,05 | 9,4% |
| 2018 | 110,36 | 10,35 | 9,4% |
| 2019 | 125,84 | 11,39 | 9,0% |
| 2020 | 143,02 | 11,58 | 8,1% |
| 2021 | 168,09 | 15,37 | 9,1% |
| 2022 | 198,27 | 16,23 | 8,2% |
| 2023 | 211,92 | 15,47 | 7,3% |
| 2024 | 245,12 | 21,50 | 8,8% |
| 2025 | 281,72 | 23,46 | 8,3% |
| 2026 | 331,84 | 21,79 | 6,6% |
Il salto del 2024, quel +39%, non arriva da più console vendute ma dall'acquisizione di Activision Blizzard, chiusa nell'ottobre 2023 per 69 miliardi di dollari: Call of Duty, Candy Crush e World of Warcraft hanno gonfiato i numeri, ma il cuore di Xbox non è cresciuto. Anzi, nell'anno chiuso a giugno 2026 i ricavi gaming sono scesi del 7%, con l'hardware a -29% e contenuti e servizi a -5%, e la stessa Microsoft ammette che i giochi dei suoi studi hanno venduto poco.
Intanto Microsoft chiude un anno record da 331,8 miliardi, trainato da cloud e intelligenza artificiale, e il gaming scende al 6,6% del totale, il minimo del decennio. Per un'azienda che ormai vive di IA, Xbox rischia di diventare un dettaglio: si capiscono le voci di una possibile vendita, e si capisce perché Sharma abbia sentito il bisogno di dire al New York Times che "Xbox non è in vendita".
Il dato più duro, però, l'ha scritto lei stessa nel memo di giugno:
Negli ultimi cinque anni abbiamo speso oltre 20 miliardi di dollari in contenuti, piattaforma e sussidi all'hardware, e nello stesso periodo i nostri ricavi annuali sono calati di quasi mezzo miliardo.
Venti miliardi spesi per ritrovarsi con meno di prima. E nello stesso memo c'è un'altra frase che fa riflettere: con i costi dei componenti alle stelle, Xbox "al momento non riesce a produrre tutte le console che i giocatori vorrebbero comprare".
Pensiero laterale
Il futuro è poco chiaro: le perdite sull'hardware sono pesanti (secondo Windows Central, Xbox ci rimette su ogni console venduta), l'interesse per i giochi first party è calato e con la RAM a questi prezzi, il costo per una nuova console sarebbe ancora più salato. Non far uscire nessun hardware, però, sarebbe anche peggio. Vorrebbe dire lasciare campo libero a PlayStation 5 oggi, e a PlayStation 6 domani, creando di fatto un duopolio perfetto tra Sony e Nintendo: equilibrato per l'industria, forse, ma pericoloso per i videogiocatori, che resterebbero senza un concorrente capace di frenare le decisioni impopolari.
E un esempio c'è già. Sony ha annunciato che da gennaio 2028 non stamperà più dischi per i nuovi giochi PlayStation: si potranno ancora ristampare quelli già usciti, ma da lì in poi le novità saranno solo digitali. Sony la giustifica con i numeri, visto che sulle sue console l'85% dei giochi si compra già in digitale… ma con un concorrente forte alle spalle, sarebbe stata così tranquilla nel farlo?
Resta la terza via, il modello ibrido: console di altri produttori con il marchio Xbox, un po' come la ROG Xbox Ally di ASUS, e non a caso Sharma parla di "una famiglia di dispositivi" per la prossima generazione. Xbox si libererebbe delle perdite sull'hardware, ma rischierebbe di riempire il mercato di pezzi di plastica più o meno interessanti, incapaci di attecchire davvero. E soprattutto lascerebbe intatto il problema di fondo: oggi un gioco Xbox non vale più di un gioco PlayStation; e non ha nemmeno egual valore.
Su carta ogni mossa è sbagliata, e PlayStation lo sa benissimo. PlayStation 6 arriverà, certo, ma secondo Bloomberg Sony starebbe pensando di rimandarla al 2028 o addirittura al 2029, aspettando che la crisi dei chip si sgonfi e che produrre un nuovo hardware torni a costare il giusto. Nintendo invece, come sempre, si è costruita il suo mercato, con una console che non compete direttamente con Microsoft e Sony e parla a un pubblico parallelo e più ampio. Ma su Nintendo ci tornerò con un approfondimento a parte.
Ad oggi, in questi otto mesi, le scelte di prodotto che ci sono arrivate attraverso i comunicati sono state meno delle attività di marketing che abbiamo effettivamente visto: il ritorno al nome "Xbox", lo stop a "This Is an Xbox", le distanze dall'"IA senz'anima" (proprio lei, che dall'IA arriva), una comunicazione pubblica passo dopo passo. Il messaggio ai fan delusi è uno solo: siamo tornati ad ascoltarvi. Ed è un buon segnale, sia chiaro, ma non basta a riaccendere l'interesse per il prodotto. Quello si riaccende con giochi di peso e con prezzi adeguati, per i servizi come per l'hardware.
Le strade possibili non sono molte, ma personalmente credo che la più intelligente, oggi, per Xbox sia questa:
- due console, come Series S e Series X, per parlare a due fasce di prezzo diverse;
- un Game Pass rivisto da cima a fondo: sostenibile, economico, ma non più venduto come il modo per giocare le novità appena uscite, piuttosto come un catalogo di giochi meno recenti o di piccoli titoli dal budget contenuto;
- tutto l'ecosistema di giochi Xbox di nuovo esclusivo, disponibile solo sulle piattaforme Xbox. Immaginiamo di poter giocare The Elder Scrolls e Fallout solo lì: siamo sicuri che l'interesse per le piattaforme di Redmond non tornerebbe?
Sharma ha passato otto mesi a tagliare: persone, studi, prezzi, progetti. Adesso deve dimostrare di saper anche costruire, e l'anno fiscale in corso (quello in cui Nadella si aspetta il ritorno alla crescita), insieme alla presentazione vera di Helix, ci dirà se questo reset è stato una ripartenza o soltanto una lunga ritirata.
Se c'è una lezione che la storia recente di Xbox lascia a chiunque lavori con un marchio, è questa. Negli ultimi anni Microsoft ha cambiato idea su quasi tutto: prima le esclusive, poi i giochi portati su PlayStation, poi di nuovo le esclusive. Game Pass presentato come il modo per giocare tutto e subito, poi rincarato del 50%, poi ridotto di prezzo e senza Call of Duty al lancio. Una campagna come "This Is an Xbox", che diceva che qualsiasi dispositivo poteva essere una Xbox, archiviata dopo poco più di un anno, appena è cambiata la guida.
Ognuna di queste scelte, presa da sola, aveva una sua logica. Il problema è la somma. Un cliente che non sa cosa aspettarsi fa una cosa sola: aspetta. Rimanda l'acquisto della console, non rinnova l'abbonamento, si chiede se il gioco che vuole non arriverà comunque altrove. E chi aspetta, spesso, alla fine compra da qualcun altro.
La flessibilità è una virtù quando riguarda il modo in cui si arriva a un obiettivo, non l'obiettivo stesso. Un marchio può cambiare canali, prezzi e formati, ma se cambia la sua promessa ogni sei mesi smette di essere un punto di riferimento e diventa una variabile. È esattamente quello che oggi rende Nintendo così solida, e Xbox così fragile.
Per chi fa marketing il consiglio è semplice, ma tutt'altro che banale: prima di comunicare una novità, chiediamoci se è coerente con quello che abbiamo promesso fino a ieri. Se non lo è, o abbiamo un'ottima ragione da spiegare ai nostri clienti, o stiamo solo aggiungendo confusione.
Fonti
- Reuters via Yahoo Finance – Phil Spencer si ritira, Asha Sharma nuova CEO (20 febbraio 2026)
- Wikipedia – Asha Sharma (carriera e incarichi)
- Multiplayer.it – La nuova CEO di Xbox risponde alle polemiche sul suo profilo (24 febbraio 2026)
- Game Informer – Xbox porta quattro giochi su altre piattaforme (15 febbraio 2024)
- TechRadar – La campagna "This Is an Xbox" (novembre 2024)
- Game Informer – Game Pass Ultimate aumenta del 50% (1 ottobre 2025)
- Tom's Guide – Project Helix (marzo 2026)
- Pure Xbox – Taglio dei prezzi di Game Pass (21 aprile 2026)
- Wccftech – Il bilancio dei primi mesi di Sharma (7 ottobre 2026)
- Tbreak – Matthew Ball e Scott Van Vliet nella dirigenza Xbox (maggio 2026)
- VGC – Xbox Games Showcase 2026 (7 giugno 2026)
- Xbox Wire – Next 100 Days: Xbox Reset (10 giugno 2026)
- Fortune – 3.200 licenziamenti e quattro studi ceduti (6 luglio 2026)
- Forbes – Gli studi che lasciano Xbox (6 luglio 2026)
- Game World Observer – Risultati dell'anno fiscale 2026 (30 luglio 2026)
- VGC – PHYSINT passa a Xbox (10 settembre 2026)
- VGC – Nuova riorganizzazione degli studi Xbox (22 settembre 2026)
- Game Developer – "Xbox non è in vendita" (1 ottobre 2026)
- Game Developer – Helen Chiang lascia Xbox (26 ottobre 2026)
- PC Gamer – Il futuro di Arkane
- VGC – EA chiude BioWare (21 ottobre 2026)
- Wikipedia – Licenziamenti nell'industria dei videogiochi 2022–2026
- Axios – La crisi della RAM e l'intelligenza artificiale (dicembre 2025)
- GameDev.net – Micron: la carenza di memorie migliorerà dal 2028
- TechCrunch – PlayStation smette di produrre dischi dal 2028 (1 luglio 2026)
- VGC su report Bloomberg – PlayStation 6 potrebbe slittare (febbraio 2026)
- ASUS – ROG Xbox Ally (agosto 2025)
- Stock Analysis – Ricavi annuali di Microsoft e moduli 10-K di Microsoft depositati presso la SEC (ricavi gaming)